POSSESSION In arrivo il remake?  —  CINEMA REVOLUTION Edizione 2024

AQUAMAN E IL REGNO PERDUTO

che caos in fondo al mare

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di James Wan con Jason Momoa, Patrick Wilson, Amber Heard, Yahya Abdul-Mateen II. Nicole Kidman, Dolph Lundgren, Randall Park, Temuera Morrison

Dopo un primo film ipertrofico, chiassoso e debordante, ma anche riuscito e divertente, il secondo e ultimo capitolo, non solo di Aquaman, ma di tutto il DC Extended Universe – mai definitivamente esploso (almeno non quanto l’Universo Cinematico Marvel) e ora oggetto di reboot attraverso James Gunn e Peter Safran, nuove figure di riferimento dei DC Studios – conclude un’epoca in modo decisamente sottotono. Il nuovo film sembra infatti avere poco da aggiungere alle gesta del suo simpatico e tamarro protagonista e si limita a costruire un’avventura confusa, ritmatissima ma senza nerbo. Il problema principale è di scrittura, perché si moltiplicano trame e sottotrame senza sufficiente costruzione e con personaggi manichino privi di qualsiasi spessore che sembrano avere come unica funzione quella di raccordare, attraverso complicate e velocissime battute di dialogo, le varie sequenze action. Regna davvero il caos nel regno di Atlantide perché l’avventura procede disorganica e priva di interesse puntando tutto sull’azione, ma sappiamo bene che un’azione non preparata a dovere attraverso le motivazioni dei personaggi che la compiono, non può reggere il peso di un film. Per fortuna c’è James Wan in regia che non inventa come al solito nulla, ma sa coreografare le sequenze e si conferma un buon assemblatore di generi e rimasticatore di immaginari. In assenza di solide premesse, però, l’accumulo non nutre a sufficienza e si limita a fare rumore. Gli attori fanno quello che possono considerando le battute a cui sono obbligati e la sostituzione con avatar digitali a cui sono spesso soggetti. Tra le scelte meno felici, dovuta probabilmente al processo contro l’ex marito in cui è stata coinvolta appena terminate le riprese, quella di ridurre la presenza di Amber Heard a poco più di una comparsa, con battute rapidissime, apparizioni e sparizioni fulminee e nessuna interazione di rilievo con i personaggi (nemmeno con Aquaman che contribuisce a salvare almeno due volte). Il più ridicolo è Dolph Lundgren in pesante armatura, la più sprecata Nicole Kidman, poco più di un ologramma, quello che si prova ad approfondire maggiormente è invece Patrick Wilson, ma non si va molto più in là di qualche simpatica gag. Poca fantasia anche nel solito cattivo crapulone in cerca di vendetta con cui, gira e rigira, finisce come sempre a sganassoni. Insomma, comunque la si guardi il film gira a vuoto e non convince.

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