di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Voto: 7.5di Léonor Serraille con Andranic Manet, Pascal Rénéric, Théo Delezenne, Ryad Ferrad, Eva Lallier Juan
Francia, Belgio (2025)


La regista francese Léonor Serraille esplicita il disagio di un ragazzo sensibile e gentile, dal candore disarmante, che vive con un senso di inadeguatezza le tappe sociali. Una sorta di alter ego della protagonista di Montparnasse – Femminile singolare, sua precedente e altrettanto riuscita regia. Incontriamo il ventisettenne Ari a inizio film incapace di svolgere il lavoro di maestro di scuola materna e in profonda crisi interiore. Il padre, con cui vive, lo mette bruscamente davanti alle sue responsabilità buttandolo fuori di casa e il film segue Ari nel suo girovagare sulle tracce di vecchi amici e in cerca di un aiuto che può arrivare solo da se stesso. Riuscirà a uscire dalla fase di stallo e a raggiungere nuove consapevolezze? Il film è tutto qui e potrebbe sembrare il tipico film da festival in cui succede poco o niente e i personaggi si parlano addosso girando a vuoto. Come sempre è questione di approccio e la regista trova la chiave giusta per dare voce a un disagio sincero evitando ogni cliché, disattendendo le attese e senza tesi da dimostrare che non siano lo scavo di un personaggio interessante proprio per le sue specificità. Il viaggio si compie attraverso primi e primissimi piani (i contorni sono spesso sfumati), dialoghi serrati e interpreti meravigliosi, a partire dal bravissimo protagonista Andranic Manet, che dà vita a un personaggio che non si può che amare incondizionatamente per le sue fragilità così generosamente messe a nudo. È già il mio film del cuore del festival.

