IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 2 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024  —  IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 1 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024

FAST X

tamarrata al cubo

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Louis Leterrier con Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Ludacris, Jason Momoa, Jordana Brewster, John Cena, Charlize Theron, Brie Larson, Scott Eastwood, Rita Moreno, Helen Mirren

Arrivata al decimo capitolo la saga di Toretto & friends pigia ulteriormente sul pedale dell’acceleratore: più auto rombanti, più action fracassona, più famiggghia a proteggere e assolvere qualsiasi azione criminale e più fede (citata un po’ a casaccio a intervalli regolari). Criticare il film per questi elementi significa criticare La sirenetta perché è una versione live action del film di animazione, oppure i cinepanettoni perché volgari, vuol dire cioè perdere per strada le coordinate di base di un cinema che, piaccia o meno, si mantiene coerente con le sue premesse e con ciò che il pubblico ha dimostrato di apprezzare. In tal senso la saga, estremizzando le sue caratteristiche tamarre, fa una scelta sempre più di campo non cercando di estendere il suo già ampio pubblico, ma nutrendo la ampia fan base, dando cioè al suo pubblico ciò che vuole, con buona pace di coerenza e logica. Si permette quindi di resuscitare personaggi, sfidare le leggi di gravità e bypassare ogni regola di buon senso. Appurato ciò, resta da capire se l’insieme funziona. Che dire, le scene d’azione sono talmente esagerate e iperboliche che strappano il sorriso, i pistolotti moralisti ammosciano però lo spirito ludico e due ore e venti di vuoto pneumatico sono tante. Il problema è anche che il racconto è poco più di un canovaccio, mero pretesto per organizzare sofisticate sequenze action e cercare di dare a ognuno dei tanti personaggi adeguato arco narrativo. Se nell’immediato l’impatto è tonante, il film si dimentica nell’istante esatto in cui si vede. Non ha retrogusto perché non ha effettiva progressione, costruzione del pathos, protagonisti umani e non supereroistici, ma solo azione, auto, iperboli e personaggi inscalfibili fedeli all’icona che rappresentano. Tutto derivativo, anche Jason Momoa che si improvvisa Jocker. Se non si cerca altro, comunque, e sarebbe assurdo farlo, il divertimento è moderato ma l’intrattenimento è garantito.

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