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IL GUSTO DELLE COSE

Sedurre attraverso il cibo...e il cinema

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Tran Anh Hung con Juliette Binoche, Benoît Magimel, Emmanuel Salinger, Patrick d’Assumçao, Galatéa Bellugi.

È una danza quella con cui si apre il film, una lunga e coinvolgente sequenza in cui Juliette Binoche, cuoca eccezionale a servizio del gastronomo Dodin Bouffant, interpretato da Benoit Magimel, si destreggia con competenza e leggiadria in una grande cucina per preparare un pranzo importante, in cui ogni dettaglio è ricercato e curato alla perfezione. La musica è data dallo sfrigolare del cibo sui fornelli, dall’agire sapiente delle mani, dal poggiarsi delle pentole in rame, dai comandi impartiti con maestria.

Ogni piatto è un’opera d’arte che la regia del redivivo Trần Anh Hùng (Il profumo della papaya verdeCyclo) valorizza con una macchina da presa mobile e sinuosa che trasforma la cucina in un palco su cui esibirsi. E sono le sequenze incentrate sul cibo, coreografate dallo chef stellato Pierre Gagnaire, il punto di forza del film, lontanissimo dallo spirito dei format tematici televisivi, in cui è la competizione a regolare l’incedere dei concorrenti. Qui non ci sono gare, solo condivisione di bellezza, armonia e, si suppone, gusto (in più occasioni sembra quasi di sentire odori e sapori).

Poi c’è la storia d’amore tra i due protagonisti, un rapporto formalmente professionale e subordinato (lei cucina in base alle direttive di lui), ma che in venti anni ha preso la forma di un legame profondo, fatto di intesa sia caratteriale che fisica (quando lei glielo concede, lasciando la porta aperta, lui la cerca di notte), ma che lei non ha mai voluto ufficializzare attraverso il matrimonio, conservando sempre una parte per sè e sé soltanto in cui trovare rifugio. Sarà quando lei si ammalerà che lui farà una cosa che non ha mai fatto e che trasformerà definitivamente il loro legame: cucinerà per lei. Anche questa è una sequenza che è una gioia per gli occhi e che trasforma il cibo in un linguaggio in grado di sostituirsi alle parole. Se prima ogni tanto si concedevano una notte di sesso, con quelle pietanze cucinate con passione e meticolosità faranno per la prima volta l’amore.

Ma sarà un amore di breve durata e suona beffardo (anche vagamente vendicativo?) che il momento del sospirato si, concesso dopo tanti dinieghi, resti ancora una volta, e definitivamente, inespresso. Ma più del mistero di un amore che segue regole tutte sue, la regia di Trần Anh Hùng è medium perfetto per parlare e sedurre attraverso il cibo, protagonista assoluto del film. Grande l’alchimia tra i due protagonisti che tornano per la prima volta a lavorare insieme dopo essere stati legati sentimentalmente (in comune hanno anche una figlia). A Cannes ha vinto il premio della regia ed è stato selezionato per rappresentare la Francia agli Oscar 2024 senza rientrare nella cinquina finale.

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