IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 2 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024  —  IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 1 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024

L’ESORCISTA DEL PAPA

Vade retro Russell

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Russell Crowe, che ci combini? Cosa ci fai in questo bigino svogliato delle possessioni demoniache che inanella uno dopo l’altro tutti i clichè del genere senza però il collante di alcun mordente? Per fortuna comunque che ci sei perché sei l’unica ragione di essere di un film che nasce vecchio e sciapo buttando lì, un po’ a casaccio, le solite voci distorte, occhi girati e scritte sulla pancia senza sprezzo del ridicolo e, soprattutto, senza alcuna costruzione del racconto, perché la storia investigativa abbinata all’horror pare una scritta in fretta e furia per Topolino. I personaggi sono figurine prive di spessore, basta pensare alla famigliola americana che eredita una improbabile abbazia spagnola; il trio resta infatti per tutto il film aggrappato al proprio aggettivo di riferimento: la madre spaesata, la figlia ribelle, il figlio posseduto. Ma tutto è approssimativo (vogliamo parlare del viaggio in Vespa dal Vaticano alla Spagna?) e non sufficientemente eccessivo da risultare divertente o consapevole da riuscire a intrigare, e comunque mai mai mai spaventoso. Troppe battutine sdrammatizzanti, troppe svolte prevedibili, troppa sciatteria narrativa e troppo poco di tutto il resto. Avrebbe pure la pretesa di essere una sorta di origin story dalle molte appendici. L’idea potrebbe funzionare, un esorcista a snidare il male in giro per il mondo, ma se le premesse sono queste…Russell Crowe, che ci combini? Cosa ci fai in questo bigino svogliato delle possessioni demoniache che inanella uno dopo l’altro tutti i clichè del genere senza però il collante di alcun mordente?

Per fortuna comunque che ci sei perché sei l’unica ragione di essere di un film che nasce vecchio e sciapo buttando lì, un po’ a casaccio, le solite voci distorte, occhi girati e scritte sulla pancia senza sprezzo del ridicolo e, soprattutto, senza alcuna costruzione del racconto, perché la storia investigativa abbinata all’horror pare una scritta in fretta e furia per Topolino. I personaggi sono figurine prive di spessore, basta pensare alla famigliola americana che eredita una improbabile abbazia spagnola; il trio resta infatti per tutto il film aggrappato al proprio aggettivo di riferimento: la madre spaesata, la figlia ribelle, il figlio posseduto. Ma tutto è approssimativo (vogliamo parlare del viaggio in Vespa dal Vaticano alla Spagna?) e non sufficientemente eccessivo da risultare divertente o consapevole da riuscire a intrigare, e comunque mai mai mai spaventoso. Troppe battutine sdrammatizzanti, troppe svolte prevedibili, troppa sciatteria narrativa e troppo poco di tutto il resto. Avrebbe pure la pretesa di essere una sorta di origin story dalle molte appendici. L’idea potrebbe funzionare, un esorcista a snidare il male in giro per il mondo, ma se le premesse sono queste…