I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

MAY DECEMBER

Gioco di specchi di grande fascinazione

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Todd Haynes con Natalie Portman, Julianne Moore, Charles Melton, Cory Michael Smith

Che meraviglioso gioco di specchi è il film di Todd Haynes. Da una parte una donna che ha avuto un figlio con un ragazzo quando lui era tredicenne, relazione per cui è stata processata e in carcere, ma che una volta scontata la pena si è tradotta in un matrimonio. Dall’altra un’attrice che sceglie di interpretare quella donna per un film. Centrale è la rielaborazione dei fatti che restano sempre in una zona grigia, dove i confini tra chi manipola e chi è manipolato sono sottilissimi. Gli sviluppi narrativi portano a progressive e determinanti scoperte che sarebbe inopportuno raccontare rovinando la sorpresa allo spettatore, basti sapere che ogni personaggio, non solo quelli in cui paiono più evidenti, ha fragilità che emergeranno nel corso del racconto e che l’arrivo di un elemento esterno, l’attrice famosa alla ricerca di un ruolo (anche nella vita?), farà confliggere ed esplodere. La regia di Haynes ci guida in questo viaggio tra realtà e finzione che risulta cerebrale ma anche molto concreto nelle conseguenze che determina. Tutta la verità è negli specchi, molto presenti e in grado di riflettere la verità dietro alle apparenze, andando anche oltre ai personaggi e scavando nella sensibilità di noi spettatori, costantemente messi alla prova e incerti sulle posizioni da prendere tra razionalità e pulsioni.

Pieno di sottigliezze, scritto con grande acume in un incalzare che appassiona, messo in scena dando risalto a inquietudini e ambiguità, il film ragiona sui fatti ma anche sulla finzione che li evoca e permette di far affiorare una verità mai a senso unico. È questo forse l’assunto del film che riflette anche sul linguaggio come chiave mai davvero esaustiva per interpretare gli avvenimenti, perché la realtà è complessa e va ragionata per coglierne l’essenza e le molteplici sfumature. La chiave del film è forse in una battuta di Julianne Moore che dice “Le persone insicure sono pericolose. Io sono sicura”, in contrapposizione a una Natalie Portman dalla personalità sempre più vacillante e contenitore più che contenuto (una delle prime volte che la vediamo è riflessa in uno specchio, dove raccoglie le chiavi dell’auto che le sono cadute, è lei l’insicura). Natalie Portman (anche co-produttrice) e Julianne Moore sono brave e in parte, ma a risaltare è anche Charles Melton nel ruolo del giovane perno della vicenda, sedotto o seduttore a noi deciderlo. Il titolo “May December” fa riferimento a un modo di dire che nel gergo americano indica coppie in cui vi è molta differenza di età, per cui uno è nella primavera della vita e l’altro nell’inverno.

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