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NAPOLEON

Meno brutto di come si vocifera, ma non del tutto riuscito

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Ridley Scott con Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Rupert Everett, Mark Bonnar, Paul Rhys, Ben Miles, Youssef Kerkour, Hannah Flynn, Mamie Barry, Ryan Mann, Scott Caine, Ludivine Sagnier, Ian McNeice, John Hollingworth, Jonathan Barnwell

Condottiero, stratega militare, imperatore, politico, generale, marito, uomo del suo tempo, Napoleone Bonaparte era tutto ciò e molto altro. Ridley Scott decide di ritrarlo a tutto tondo, uscendo un po’ dall’iconografia classica e utilizzando un approccio antiretorico, quindi smitizzandolo, negandogli quel carisma che si suppone avesse e sfiorando in alcuni casi la parodia. Scelta sulla carta felice, perché grondante personalità, alla prova della visione minata dalla difficoltà di conciliare le ragioni autoriali e della Storia con quelle dell’intrattenimento. Si parte con la decapitazione di Maria Antonietta e si finisce con la morte di Napoleone in esilio a Sant’Elena. In mezzo di tutto un po’, mettendo in secondo piano la veridicità storica e dando risalto alla fotogenia degli eventi. La prima parte è una sorta di rapido compendio e sconta la difficoltà oggettiva di chiarire eventi complessi e alleanze ballerine in pochi fotogrammi, per cui si finisce per perdersi nel rapido scorrere di didascalie, personaggi e avvenimenti, senza che granché arrivi del personaggio. La sceneggiatura di David Scarpa accarezza la Storia per sommi capi, soffermandosi su alcuni momenti e saltandone completamente altri (pensiamo alla Campagna d’Italia) e anche quando affronta una dimensione più intima, nel rapporto tra Napoleone e la moglie Giuseppina, continua a non andare oltre la superficie. Ciò a cui si assiste è una sorta di illustrazione del personaggio e delle sue gesta, non priva di complessità ma poco ambigua e non sufficientemente indagatrice.

Il punto di forza del film sono le scene di massa. Straordinaria la battaglia di Austerlitz, con la fuga degli avversari sui laghi ghiacciati raccontata attraverso immagini potenti; dal grande afflato epico, evocativa e pittorica quella di Waterloo. Sono tra i pochi momenti davvero degni di nota di un’opera sfarzosa, piacevole da vedere, una volta superata la frammentarietà della prima parte e i salti della seconda, ma tutto sommato abbastanza piatta. Joaquin Phoenix non sfigura, ma nemmeno brilla, Vanessa Kirby fa quello che deve ma è imbrigliata in un personaggio granitico, tra tutti a distinguersi è soprattutto Rupert Everett, perfetto generale britannico dal breve minutaggio. Ma la vera domanda è: che fine ha fatto Ludivine Sagnier? Probabilmente si vedrà nella extended version di quattro e passa ore prevista per la piattaforma Apple TV che forse renderà più fluidi anche alcuni bruschi passaggi narrativi. Comunque non è così tremendo come buona parte della critica si premura di urlare, e non è che Ridley Scott, al di là della indiscutibile perizia tecnica, abbia sempre fatto opere totalmente centrate (pensiamo a Le crociate, oppure House of Gucci, ma anche Tutti i soldi del mondo), solo non è così incisivo come il personaggio che prova a raccontare.

2 commenti su “NAPOLEON

  1. NAPOLEONE BONAPARTE: UNA RIFLESSIONE SULLA LEADERSHIP, L’ORGOGLIO, LA VISIONE E IL SENSO DEL LIMITE

    Napoleone Bonaparte è una delle figure più complesse e affascinanti della storia. Fu un leader militare e politico di grande successo, ma anche un uomo arrogante e presuntuoso.

    CARISMA E VISIONE
    Napoleone era un leader carismatico, capace di ispirare e motivare i suoi seguaci. Era un uomo intelligente e visionario, con una grande capacità strategica. Era anche un ottimo comunicatore, in grado di parlare al cuore delle persone.

    Queste qualità gli permisero di conquistare il potere in Francia e di creare un impero che si estendeva dall’Europa occidentale all’Egitto.

    ORGOGLIO E PRESUNZIONE
    Tuttavia, Napoleone era anche un uomo arrogante e presuntuoso. Era convinto di essere superiore agli altri e di essere destinato a grandi cose. Questa arroganza lo condusse a commettere errori che alla fine portarono alla sua sconfitta.
    Ad esempio, Napoleone invase la Russia nel 1812, convinto di poter sconfiggere l’esercito russo in pochi mesi. Tuttavia, l’invasione si trasformò in un disastro e Napoleone fu costretto a ritirarsi.

    SENSO DEL LIMITE
    Napoleone non aveva un senso del limite realistico. Era convinto di poter ottenere tutto ciò che voleva, senza considerare le conseguenze delle sue azioni. Questa mancanza di realismo lo condusse a commettere errori fatali, come l’invasione della Russia.

    Napoleone Bonaparte fu un leader di grande talento, ma anche un uomo con molti difetti. Il suo ritratto è complesso e contraddittorio, ma è proprio questa complessità che lo rende un personaggio così affascinante.
    Il film di Ridley Scott offre un ritratto che è in parte antiretorico e in parte idealizzato. Il film mostra Napoleone come un uomo imperfetto, con i suoi difetti e le sue contraddizioni, ma anche come un grande leader, capace di conquistare il cuore e la mente dei suoi seguaci.
    Una narrazione più critica e approfondita, scavando nelle contraddizioni e nelle sfumature del personaggio, avrebbe potuto donare a Napoleone quella complessità che lo ha reso veramente umano.

    (A. Battantier, Memorie di un film, Mip Lab)

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